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Gruppo Admo di Cardè

Questa pagina ospita documenti prodotti dal Gruppo Admo di Cardè (Cn).

GRUPPO ADMO CARDÈ
ASSOCIAZIONE DONATORI
MIDOLLO OSSEO

ASSEMBLEA REGIONALE ADMO PIEMONTE A SCARNAFIGI

Un bacino per AdmoIl 14 aprile 2007 ha avuto luogo a Scarnafigi (Cn) la XVII Assemblea regionale dell’Admo, Associazione Donatori Midollo Osseo. All’assemblea, svoltasi nella sala convegni di Villa San Vincenzo erano presenti il Presidente - fondatore dell’Associazione in Piemonte, Mario Bella, medici, autorità, i referenti delle varie sezioni del Piemonte, dalle più vicine della provincia di Cuneo, a quelli di tutte le altre province della regione. Dopo le nomine iniziali, Enzio Canale Presidente della sezione Admo di Scarnafigi, nominato presidente dell’assemblea; la d.ssa Anna Mirone, responsabile del Programma Trapianti della Regione Piemonte, moderatore, ha avuto inizio l’assemblea. È toccato all’autore di quest’articolo, come segretario della sezione Admo di Scarnafigi, organizzatrice dell’evento quest’anno, dare il benvenuto agli ospiti, alle autorità, ai medici, ai cittadini presenti.

Dopodiché è stato il momento del commovente intervento del Presidente Mario Bella ripercorrere, presentare nuovamente la sua esperienza, un po’ come per tutti, imposta dalla tragedia famigliare, nel suo caso la perdita del figlio Rossano avvenuta diciotto anni orsono. Un padre che, nel nome del figlio morto, sta dedicando gli anni di quella che dovrebbe essere una tranquilla e meritata pensione ad adoperarsi affinché sia fatto tutto il possibile per debellare una delle tante tragiche malattie che colpiscono chiunque, bambini, giovani, anziani, uomini e donne: la leucemia.

Hanno quindi preso la parola per i saluti, il Sindaco di Scarnafigi Mario Lovera, il Canonico don Romano Allemano, il campione dello sport, lo scarnafigese Maurizio Damilano, testimonial dell’Admo.

Dopo le attività amministrative dovute, presentazione, illustrazione ed approvazione del bilancio si sono avuti gli interventi più rilevanti: quello della d.ssa Anna Mirone che ha svolto un’esaustiva esposizione sull’attività del settore trapianti e dell’associazionismo nel volontariato in Piemonte e non solo.
Quello del dott. Domenico Testa, scarnafigese, primario del Centro Trasfusionale dell’Ospedale di Savigliano, di cui riportiamo in questa pagina i dati più significativi della sua esposizione integrandoli con le spiegazioni utili per i non addetti ai lavori, nella fattispecie l’illustrazione del significato di alcune sigle.

CSE - Sono le cellule staminali emopoietiche, le cellule che danno origine ai componenti del sangue. Sono prelevate dal donatore attraverso la donazione del plasma ed infuse al malato. Per il metodo, invece, della donazione tramite intervento chirurgico si parla di sangue midollare (quello aspirato dall’osso piatto del bacino che comunque contiene le cellule staminali.
TMO - Trapianto di midollo osseo

Andamento iscritti (mondo) - (x 1.000) fonte BMDW
(Registro mondiale dei potenziali donatori di MO)

Andamento iscritti (Italia) - (x 1.000) fonte IBMDR
(Registro italiano tenuto presso l’Ospedale Galliera di Genova)

UNA LEGGE CHE TUTELA IL DONATORE
Grazie all’interessamento di Admo, dopo anni di iter parlamentare, nel 2001 è stata approvata la legge n. 52 del 6 marzo per il riconoscimento del Registro nazionale italiano dei donatori di midollo osseo. La legge prevede permessi retribuiti per l’espletamento di tutti gli esami relativi alla donazione e tutela la figura del donatore in tutti i suoi aspetti, compreso quello assicurativo.
 
COSA È NECESSARIO PER DIVENTARE DONATORI?
Età tra i 18 e i 40 anni, peso superiore ai 50 Kg., non avere malattie del sangue, degli organi vitali o gravi forme infettive (AIDS, epatite, ecc.)

1990   2 100%
1991 8 200%
1992 13 108%
1993 440 24% 22 88%
1994 610 26% 26 55%
1995 620 21% 48 66%
1996 830 23% 50 41%
1997 590 14% 38 22%
1998 1090 22% 31 15%
1999 740 12% 26 15%
2000 630 9% 14 11%
2001 640 9% 13 5%
2002 630 8% 15 5%
2003 660 8% 12 5%
2004 600 6% 10 4%
2005 620 6% 12 3%

(*) Le due colonne di percentuali rappresentano l’incremento rispetto l’anno precedente che purtroppo, come si vede, è in progressivo declino

Donazioni di CSE - Italia

Logo Admo

ASSOCIAZIONE DONATORI MIDOLLO OSSEO
“Rossano Bella” Regione Piemonte ONLUS
Via Cavour 4 - 10069 Villar Perosa
Tel/fax 0121-315666
Mail: admopiemonte@admo.it
c/c postale 34123109
c/c Sanpaolo IMI Ag. Villar Perosa n. 10/5842
ABI 1025 CAB 31170

  • Nel 2005 27% CSE da sangue periferico e 73% da midollo

  • Nel 2006 38% CSE da sangue periferico (s.p.) e 62% da midollo (fonte IBMDR)

Trapianti di CSE - Italia
  • Nel 2000 3% da s.p. e 97% da midollo
  • Nel 2001 5,5% da s.p. e 94,5% da midollo
  • Nel 2002 8,35 da s.p. e 91,7% da midollo
  • Nel 2003 21,3% da s.p. e 79,7% da midollo
  • Nel 2004 35,7% da s.p. e 64,3% da midollo
  • Nel 2005 48,6% da s.p. e 51,4% da midollo
  • Nel 2006 48,2% da s.p. e 51,8% da midollo

A) Attività di reclutamento

  • In Piemonte l’attività di reclutamento dei donatori di CSE è iniziata nel 1990.

  • I criteri di idoneità sono sovrapponibili a quelli previsti per la donazione di sangue (DMS 3 marzo 2005).

  • Sul territorio regionale sono capillarmente diffusi i centri prelievo per reclutamento nuovi donatori.

  • 10 sono i laboratori per la tipizzazione HLA (AL01 – AO01 - CN01 – TO01/02/03/04/05 – VB01 – VC01).

Tipizzazione HLA - La tipizzazione è l’esame che serve a individuare le caratteristiche genetiche di un individuo. Per convenzione internazionale, in base a motivi d’ordine economico e pratico, i Registri riportano inizialmente la sola tipizzazione di base HLA dei donatori (è sufficiente un semplice prelievo del sangue). Solo quando è riscontrata in tale ambito l’identità di base tra donatore e ricevente, la tipizzazione viene estesa, passando ad un’analisi del DNA, consentendo di evidenziare anche le minime differenze nella copia donatore-ricevente.

Il numero complessivo di donatori attivi nel Registro piemontese è al 31/12/2006 di 33.182 di cui 7.632 in Provincia di Cuneo che fatta quindi salva l’area torinese è quella che contribuisce maggiormente come numero di donatori, ed in percentuale sul numero di abitanti è in assoluto la più rappresentata.

1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006
18236 21048 23165 24579 26141 27493 28682 29759 31059 31981 33812
I nuovi donatori arruolati nel 2006 sono stati 1.201
1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006
4812 2812 2117 1414 1562 1352 1189 1077 1300 922 1201
Distribuzione donatori per età e sesso - Uguale distribuzione tra i sessi - (in parentesi i dati italiani)
43% nella fascia di età 36 – 45 anni (41%) 30% nella fascia di età 26 – 35 anni (19%)
23% nella fascia di età 46 – 55 anni (36%) 4% nella fascia di età inferiore a 26 anni(4%)

Apparentemente sono buoni numeri, ma non è così perché all’età di 55 anni si esce dal Registro dei donatori e coloro che stanno raggiungendo quella soglia sono ormai in numero superiore ai nuovi donatori che s’iscrivono, quindi questi ultimi non sono sufficienti per reintegrare coloro che escono.

B) Attività di donazione PBSCD - È il sangue periferico

Dal 1995 al 31/12/2006 - 177 donazioni totali

Il rapporto donazioni/donatori è paragonabile alla media nazionale

66% per pazienti italiani

Nel 2005 46% di PBSCD (27% Italia)

34% per pazienti esteri

Nel 2006 59% di PBSCD (38% Italia)

Attività di donazione complessiva
1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006
10 16 26 37 48 65 77 97 113 131 155 177
Grafico donatori 2006

Dal grafico a fianco si può vedere che dai 31.981 donatori del 31/12/2005 si è passati a 33182 con 1201 nuovi ingressi nel corso del 2006. Di questi 428 sono stati selezionati per gradi successivi di compatibilità, ulteriormente scremati a 274 in seguito ad approfondimento di compatibilità DR/DNA, ridotti ulteriormente prima a 170, quindi a 44 di cui finalmente 22 hanno potuto donare. Da oltre 33.000 donatori solo 22 sono state le donazioni possibili.

Valutazioni di qualità del Registro piemontese

80% dei donatori è tipizzato estesamente per HLA di classe I e II (media internazionale 73%, media nazionale 55%, secondo in Italia dopo Registro umbro).
Buon tasso di donazioni (terzo posto dopo Lombardia e Veneto, sesto posto come numero di abitanti).

Aggiornamenti al 26/2/2007

Donatori attivi 30.509 Donatori totali 34.091
Donatori non attivi 3.582 Donazioni di CSE 184

Cosa sono midollo osseo e cellule staminali?

Il midollo osseo, o sangue midollare, è un fluido contenuto in alcune ossa del nostro corpo, ricco di Cellule Staminali Emopoietiche (CSE) che hanno il compito di produrre i globuli rossi, i bianchi e le piastrine che troviamo nel sangue circolante. Il midollo osseo non è midollo spinale e viene prelevato dalle ossa piatte del bacino (creste iliache) di un donatore, solo in caso di totale compatibilità con un malato in attesa di trapianto.

Le CSE si trovano abitualmente in scarsa quantità nel sangue periferico, ma attraverso la somministrazione al donatore di farmaci chiamati "fattori di crescita" possono essere raccolte mediante aferesi (paragonabili alla donazione di piastrine).

A partire dal 2005 tale procedura, da anni già utilizzata in caso di autotrapianto e di trapianto da donatore familiare, è utilizzabile anche per il donatore volontario.

A cosa serve donare la CSE?

Le cellule staminali presenti nel sangue midollare permettono la cura di gravi malattie, quali leucemie, talassemie, immunodeficienze congenite e alcuni tumori solidi. In Italia circa 1000 persone ogni anno, di cui quasi la metà bambini, potrebbero trovare beneficio da una donazione di cellule staminali a cui, in molti casi, non vi è alternativa per continuare a vivere.

Il donatore può essere cercato tra i fratelli e le sorelle del paziente, ma la compatibilità tra due fratelli, statisticamente, si verifica una volta su quattro. Sempre più spesso, poichè aumentano le richieste e diminuisce la numerosità delle famiglie, è necessario ricercare donatori volontari disponibili al prelievo di sangue midollare o CSE periferiche.

In cosa consiste il trapianto di CSE?

Il sangue contenente CSE prelevato dal donatore viene somministrato al paziente tramite trasfusione. Il paziente in attesa di trapianto viene sottoposto a terapie volte a distruggere le sue cellule malate. In un periodo variabile tra una  e due settimane dopo il trapianto, le nuove cellule staminali cominciano a produrre alcuni globuli bianchi e successivamente anche le altre componenti del sangue.

Chi può candidarsi come donatore di midollo osseo?

Qualunque individuo in età compresa tra i 18 (per motivi legali) ed i 40 anni, che abbia un peso corporeo di almeno 50 Kg. (per motivi medici), può essere un donatore di sangue midollare (ed eventualmente di CSE periferiche) purché non sia affetto da malattie del sangue, degli organi vitali o da gravi forme infettive (AIDS, epatite, ecc.)

Come si diventa donatore di midollo osseo?

Per diventare donatori di sangue midollare è necessario sottoporsi al prelievo di un campione di sangue periferico (come per una normale analisi) presso uno dei Centri Prelievo autorizzati.

I risultati dell'analisi tessutale effettuata sul sangue vengono inseriti nell'Archivio del Registro Italiano dei Donatori di Midollo Osseo e vengono consultati alla ricerca di una prima compatibilità con il paziente. Se questa si verifica i donatori individuati saranno chiamati ad ulteriori prelievi di sangue, per individuare quello con la massima compatibilità. Mediamente 1/300 donatori iscritti arriva alla donazione.

A questo punto entra in gioco la serietà del donatore: infatti l'adesione iniziale firmata in corrispondenza del primo prelievo non ha valore impegnativo, e fino all'ultimo momento il potenziale donatore può ritirarsi (con quali conseguenze, per tutti coloro che si sono impegnati sul programma e per il paziente stesso, è facile immaginare). Tutto ciò rende chiaro che il donatore di midollo osseo è un donatore "speciale", che offre la propria disponibilità a sottoporsi al prelievo nel raro caso di compatibilità con un paziente.

La sua disponibilità, gratuita ed anonima, non ha limiti geografici: viene infatti a far parte dell'insieme dei donatori di tutto il mondo. La disponibilità del donatore iscritto resta valida fino ai 55 anni, al raggiungimento dei quali si viene depennati automaticamente dal Registro, per essere reclutati eventualmente per collaborare ad iniziative promozionali.

Cosa succede ad un donatore che risulta compatibile con un paziente?

Accertata la compatibilità con un ricevente, inizia per il donatore la fase preparatoria al prelievo di sangue midollare, che avverrà in un centro regionale specializzato (Torino), in anestesia generale o locale, con un intervento della durata media di 45 minuti. Dalle ossa del bacino viene prelevata una quantità di sangue midollare variabile in funzione dell'età e del peso del ricevente (mediamente 1000 ml).

Al donatore residua un dolore nella zona del prelievo, destinato a sparire in alcuni giorni. Nel caso il donatore sia richiesto ed acconsenta al prelievo da CSE  da sangue periferico, effettuerà la somministrazione del fattore di crescita a cura del centro donatori che lo ha in carico e l'aferesi presso il più vicino centro trasfusionale autorizzato (Alessandria, Cuneo, Torino).

Il sangue (midollare o periferico) prelevato si riforma nell'arco di due settimane circa, riportando quindi il donatore nella situazione di partenza,senza alcuna menomazione.

Una nuova frontiera: la donazione di cordone ombelicale.

Recenti ricerche hanno dimostrato che nel sangue residuo del cordone ombelicale e della placenta, usualmente considerati materiale di scarto, sono presenti cellule staminali simili a quelle del sangue midollare. Qualsiasi futura mamma in buona salute può acconsentire al prelievo del cordone del proprio figlio, che sarà raccolto al termine del parto secondo la disponibilità del personale ospedaliero addetto. Se il cordone conterrà una buona quantità di cellule staminali, sarà congelato e successivamente utilizzato per il trapianto infantile oppure per la ricerca.

Gli ospedali piemontesi dove si effettua questo tipo di prelievi sono quelli di: Biella, Borgomanero, Cuneo, Moncalieri, Pinerolo, Torino (OIRM-Sant'nna, Mauriziano Umberto I, Maria Vittoria, Pinna Pintor). Per ulteriori informazioni ci si può rivolgere al proprio ginecologo oppure a:

A chi rivolgersi per diventare donatore?
Qualsiasi ospedale è in grado di darci le indicazioni necessarie, indichiamo qui in zona i recapiti che possono aiutarci ad aiutare, non esitate a prendere contatto:

Consentitemi in conclusione di ringraziare il Dott. Domenico Testa, direttore del Centro Trasfusionale di Savigliano, per il materiale relazionale gentilmente concessomi per quest’articolo e la Sig.ra Milena Bernardi, segretaria Admo di Villar Perosa per la solita, cortese, innata disponibilità, grazie anche a Voi lettori per la pazienza che avete avuto a leggere fino a questo punto, ancor più se deciderete di aiutare coloro che attendono il nostro aiuto.

 

Studio Tecnico
Geom. Adriano Amici
334_9799639

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