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Questa pagina ospita documenti prodotti dal Gruppo Admo di Cardè (Cn).
GRUPPO ADMO CARDÈ
ASSOCIAZIONE DONATORI
MIDOLLO OSSEO
Riportiamo in appresso uno stralcio del discorso di presentazione della serata in cui si è costituito il Gruppo Admo di Cardè, il 15.02.2008, allo scopo di rendere noto lo spirito e le motivazioni che ci animano.
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Cos’è Admo?
Associazione donatori midollo osseo.
Cura della leucemia, della talassemia, immunodeficenze congenite e alcuni tumori solidi, brutte bestie.
Admo, volontariato.
Volontariato, volontariato, volontariato. Bisogna fare volontariato. Tutto il volontariato è degno del massimo rispetto, indistintamente. Perché è sempre volto ad
alleviare la sofferenza di qualcuno.
Se mi fermassi a questo punto, credo che tutti sareste d’accordo con me. Ma io ho parlato e scritto più volte di questo e di solito non mi fermo a questo punto, e
qualche volta non sono stato compreso bene per ciò che io penso e dico.
Torno a ribadire: viva il volontariato, non c’è volontariato di serie A o di serie B, è tutto parimenti degno, chiaro questo concetto?
Detto questo, però di solito faccio un distinguo: c’è un volontariato che io chiamo di rabbia e un volontariato che io chiamo d’amore.
Chiamo volontariato di rabbia quello a cui siamo invitati praticamente tutte le settimane, un sms per la ricerca sul…, un conto corrente per
…., lo chiamo volontariato di rabbia perché penso che queste sono cose a cui uno Stato civile e moderno dovrebbe pensare in prima battuta, come primo suo dovere, quello
di cercare di curare, alleviare le malattie dei suoi cittadini. Non lo fa, lo fa poco e male, dedicando troppe poche risorse alla ricerca, alla cura, all’assistenza, ecc.
Si fa leva quindi suoi buoni sentimenti dei cittadini, raccogliamo fondi per questa o per quella impellenza, tutte estremamente importanti, ma purtroppo con i chiari di
luna che girano di questi tempi non possiamo sempre dire sì a tutte le associazioni, a tutte le richieste che ci giungono.
Ognuno si scelga quale aiutare e faccia ciò che può nel limite delle sue possibilità.
Questo è il volontariato di rabbia a mio parere.
C’è poi quello che invece io chiamo volontariato dell’amore.
Quando veniamo invitati a donare il sangue per le trasfusioni, quando veniamo invitati a dare la disponibilità a donare gli organi dopo la morte, a donare il midollo
osseo o le cellule staminali non ci viene chiesto denaro, non c’è denaro che può comprare queste ricchezze. Ci viene chiesta carità, ci viene chiesto amore, perché è un
gesto d’amore che non ha prezzo, donare.
Altrettanto importanti, altrettanto necessari, altrettanto indispensabili, ma se sono obbligato a scegliere tra il volontariato della rabbia e il volontariato dell’amore,
tra la rabbia e l’amore io scelgo quest’ultimo, scelgo l’amore.
A chi ci rivolgiamo?
Ai giovani e ai meno giovani, la soglia tra le due categorie, diciamo così è quarant’anni. Perché c’è una legge in Italia che limita a 40 anni l’età massima in cui ci si
può iscrivere come donatore di midollo anche se poi si rimane potenziali donatori fino a 55 anni.
Giovani, tocca a voi! Un vostro atto d’amore può, forse, dico solo forse, portarvi un giorno all’eventualità di salvare un bambino, o un giovane come
voi, o un adulto. Pensate, dio non voglia, che potrebbe trovarsi in questa necessità un vostro famigliare, un vostro fratellino più piccolo, un vostro amico. In
quel momento non sarete sicuramente voi a poterlo aiutare, non sarà sicuramente uno dei vostri amici a poter donare il midollo, ma probabilmente uno degli oltre 11
milioni di donatori nel mondo, degli oltre 320.000 in Italia potrebbe essergli di aiuto.
Valutate se non vale la pena dire: ci sono anch’io, sarò disponibile il giorno in cui potrò aiutare un mio simile a vivere.
Molte persone con cui parlo di questi argomenti, quando dico loro che oltre i 40 anni non ci si può più iscrivere nel registro dei donatori, mi dicono -Ah, ma allora è
per i giovani, io non posso più.
No, gli ultraquarantenni non sono da buttare (per fortuna!), servono anche loro.
Cosa posso fare io? E’ stata la domanda che mi è stata ripetuta più volte.
Io posso dirvi che cosa ho fatto io e che cosa faccio io.
Vedete, io sono stato fino al mese scorso segretario della sezione Admo di Scarnafigi, da cui poi ho dato le dimissioni per costituire il gruppo di Cardè.
L’anno scorso, la nostra sezione ha avuto il compito di organizzare l’assemblea regionale dell’Admo.
Eravamo seduti ad un tavolo, il dr. Testa, il presidente Bella, io e altre persone e avevamo davanti a noi una platea molto numerosa di delegati delle varie sezioni Admo
di tutto il Piemonte.
Ho fatto il mio intervento all’inizio per dare il benvenuto agli ospiti, poi mi sono seduto e mi sono messo ad ascoltare i vari interventi. Mentre ascoltavo, il mio
sguardo spaziava sulla sala davanti a me. Non ho potuto non notare di fronte a me, in quarta o in quinta fila, una coppia di giovani, mano nella mano, una bella coppia di
ragazzi, pensavo fossero due delegati di qualche sezione. Due bei ragazzi. Non erano delegati, quella bella ragazza, Michela, è afflitta da un tumore del midollo, è in
attesa di trapianto, è in attesa di trovare un donatore a lei compatibile.
Capite che se non riusciremo tutti insieme a trovarle un donatore, questa ragazza è spacciata?
Capite, giovani, perché chiediamo la vostra disponibilità a farvi tipizzare?
Perché Michela, come migliaia di altri adulti e bambini in Italia e nel mondo, aprono gli occhi il mattino sperando che il giorno che nasce, sia quello
in cui verranno chiamati e verrà loro detto: c’è il donatore per te.
Un conto è sentirle dire queste cose, un conto è vedersi le persone davanti a sé, allora sì che uno si chiede cosa posso fare io per quella ragazza, per quei bambini?
Ecco, è stato lì, che mi sono chiesto: Cosa posso fare io per Michela, cosa posso fare io che non ho più l’età per essere un potenziale donatore?
Ho fatto quello che so fare, ho fatto il mio lavoro. Grazie all’aiuto dei dottori e dei collaboratori di Admo Piemonte che mi hanno fornito il materiale, ho preparato
delle pagine che ho messo su internet, le ho spinte in tutte le maniere di cui sono stato capace e fino a questa mattina (15.02.08), dai primi di maggio dell’anno scorso,
quelle pagine sono state lette da 19.412 visitatori. Se anche solo 10 persone di quelle quasi ventimila sono andate a farsi tipizzare, io sono felice, so che la mia
piccolissima parte l’ho fatta. Ho poi mandato una mail a tutti i miei corrispondenti e conoscenti invitandoli ad andare a leggere quelle pagine, uno tra questi, si è
messa in contatto con me ed è poi andata a farsi tipizzare. Lo considero un mio successo personale, ne sono orgoglioso e sono infinitamente grato a lui per la sua
generosità.
Una giovane ragazza che un paio di anni fa, una sera era a cena a casa nostra, durante la cena parlavamo di tante cose, siamo finiti a parlare di donazione del midollo,
mi ha detto: Io ho paura, ma chi se ne frega, domattina vado ad informarmi, l’indomani è andata, ha fatto tutta la procedura ed ora è iscritta nel registro dei donatori.
Lo sai che ti voglio bene, ma se possibile te ne voglio ancora un po’ di più da quella sera.
Ecco che cosa possiamo fare anche noi ultraquarantenni: parlare, parlare, non è difficile, i ragazzi hanno il cuore grande, bisogna solo informarli e
ciascuno di noi può contribuire ad informare.
Ecco perché ho voluto costituire questo gruppo Admo a Cardè.
Un’ultima cosa.
Ringrazio le persone che hanno già dato l’adesione al nuovo gruppo Admo di Cardè, primi firmatari abbiamo il Sindaco e la Vice sindaco. Date la
vostra adesione, la vostra disponibilità a collaborare se necessario e se vi sarà possibile a quelle manifestazioni (poche) che vengono organizzate nel corso dell’anno.
Grazie.